0
myCoFood
Category

Etichettatura alimenti

Home / Etichettatura alimenti
Etichettatura alimenti

Regno Unito: l’Etichettatura degli alimenti dal 1° gennaio 2021

Dopo la Brexit, il tanto atteso accordo tra Unione Europea e Regno Unito pare essere stato ormai definitivamente messo da parte. 

In questi mesi tra gli operatori del settore alimentare sono sorte non poche perplessità riguardo alle norme alle quali conformarsi per continuare a vender i propri prodotti in Regno Unito.

Lo scorso 14 ottobre il governo britannico ha pubblicato le linee guida riguardanti la disciplina dell’etichettatura di alimenti e bevande a partire dal 1° gennaio 2021.

Per le merci vendute in Irlanda del Nord si continueranno ad applicare le norme europee per l’etichettatura, mentre per quelle vendute in Gran Bretagna sarà necessario adeguarsi alle nuove regole entro il 30 settembre 2022.

Gli alimenti preconfezionati venduti in Gran Bretagna, potranno riportare l’indicazione della denominazione e dell’indirizzo di un operatore responsabile stabilito in UE, Gran Bretagna o Irlanda del Nord soltanto fino al 30 settembre 2022.

Dopo questa data diventerà obbligatorio indicare un operatore stabilito nel Regno Unito. Se l’operatore non è stabilito nel Regno Unito, sarà necessario includere l’indirizzo dell’importatore.

Prodotti biologici

Gli alimenti ed i mangimi registrati in UE come biologici continueranno ad essere accettati come tali anche nel Regno Unito.

L’utilizzo del logo biologico UE non sarà consentito su alcun alimento o mangime biologico del Regno Unito, salvo il caso in cui l’organismo di controllo sia autorizzato dall’UE a certificare le merci del Regno Unito per l’esportazione verso l’UE, o nel caso di futuro accordo di equivalenza tra Regno Unito ed UE.

Prodotti DOP e IGP

Per i prodotti DOP e IGP riconosciuti e fabbricati in UE si potranno continuare a usare i rispettivi loghi UE in Regno Unito anche dopo il periodo di transizione.

Le linee guida sono dedicate infine a talune regole sull’indicazione di origine di alcuni specifici prodotti, quali carne tritata, frutta e verdura, olio di oliva, miscele di miele, manzo e vitello, uova.

Etichettatura alimenti, Eventi e formazione

Vendere alimenti online: la disciplina delle informazioni ai consumatori


Continua ad arricchirsi il calendario dei webinar di formazione co-organizzati insieme al nostro partner VIDA. Venerdì 12 Giugno a partire dalle ore 14:00 si terrà l’incontro dal titolo Vendere alimenti online: la disciplina delle informazioni ai consumatori.

Il webinar sarà presieduto dall’Avv. Andrea Iurato (LinkedIn), dottore di ricerca in diritto pubblico nonché socio fondatore di CoFood e socio di LS LexJus Sinacta – Avvocati e Commercialisti Associati. + Profilo completo

PROGRAMMA – 12 GIUGNO 2020
Sessione 14:00 – 17:00
CODICE [062020]

Argomenti:

Modulo 1 – Informazioni ai consumatori prima dell’acquisto e al momento della consegna

  • indicazioni obbligatorie
  • modalità di presentazione delle indicazioni
  • modalità di presentazione delle indicazioni variabili (t.m.c., data di scadenza, numero di lotto)
  • indicazione volontarie
  • pratiche commerciali scorrette

Modulo 2 – Responsabilità e casi pratici

  • individuazione del responsabile per la fornitura delle informazioni
  • sanzioni
  • casi pratici

Sarà rilasciato regolare Certificato di partecipazione.
Affrettati! Scadenza iscrizioni: 10 Giugno 2020

Durata: 3 ore
Sessione unica. La sessione prevede la possibilità per i partecipanti di porre domande al docente e di interagire con lui.

Quota di partecipazione:
€ 120,00 + iva (entro il giorno 10/06)

Sconti applicabili:
Clienti VIDA Srl – Ayama: viene applicato il 10% di sconto
Partecipazione multipla di 3 o più persone stessa Azienda: 10% di sconto
Se Cliente VIDA Srl + Partecipazione multipla: 15% di sconto



Pagamenti:
– Bonifico Bancario – Riceverete IBAN e causale nella notifica automatica di iscrizione ricevuta
– Ecommerce dedicato (carta di credito)



Metodologia didattica:
– Lezione a distanza su piattaforma webinar
– Utilizzo di slide contenenti dati e informazioni legali, tecnici e casi pratici- Possibilità di porre domande al docente durante il corso

Materiale didattico:
–  Dispensa/slide a cura del relatore

Per informazioni, puoi scrivere ai seguenti indirizzi email:
segreteria: [email protected]
segreteria scientifica: [email protected]

 

Etichettatura alimenti, Sostenibilità e innovazione

Importanza dell’origine dei prodotti alimentari – Questionario per Imprese

L’attenzione al benessere, alla sostenibilità e alla naturalità dei prodotti è ormai crescente in ogni settore. Ma noi siamo convinti che il tema «ORIGINE ITALIANA» sia ancora più sentito in particolare nella fase post COVID-19.

Su questo tema si è discusso molto anche ad inizio 2020. L’antitrust ha multato una nota insegna della distribuzione alimentare in quanto appone un marchio dichiaratamente riferito all’origine italiana di prodotti che però hanno nella ricetta componenti non nazionali non adeguatamente dichiarati.

Abbiamo fatto un primo screening in 5 catene, trovando decine di prodotti che riportano simbologie, iconografie e testi dichiaratamente riferiti all’italianità di prodotti che non sono e a volte non possono proprio essere italiani al 100% (può un salmone scozzese affumicato essere italiano? Eppure il tricolore sventola…).

Quindi, se il valore primario da promuovere ora in particolare è l’autenticità, come dobbiamo porci rispetto a queste situazioni, che dal punto di vista legale sono percorribili (gli ingredienti sono indicati con chiarezza), che comunicano alcuni valori dell’italianità (e quindi in termini di marketing sono ok), ma che complessivamente possono essere o in certi casi sono proprio fuorvianti per il consumatore?

A questo proposito abbiamo creato, insieme ai nostri partner M2I (www.m2i-srl.it), un sondaggio per gli operatori sull’argomento. Il questionario da compilare si trova a questo LINK e Le chiediamo di compilarlo; il Suo parere al riguardo è estremamente rilevante non solo per noi, ma per tutta la comunità.

In cambio, Le faremo avere una sintesi dei risultati, per approfondire la conoscenza sull’argomento e poter agire di conseguenza.

Chiediamo solo di farlo presto. Entro il 24 maggio intendiamo chiudere l’indagine per poter presentare i dati a stretto giro.

Le ricordiamo quindi il LINK.

Grazie mille,
Il Team di CoFood

Etichettatura alimenti, Sostenibilità e innovazione

Importanza dell’origine dei prodotti alimentari – Questionario per Consumatori

L’attenzione al benessere, alla sostenibilità e alla naturalità dei prodotti è ormai crescente in ogni settore. Ma noi siamo convinti che il tema «ORIGINE ITALIANA» sia ancora più sentito in particolare nella fase post COVID-19.

Su questo tema si è discusso molto anche ad inizio 2020. L’antitrust ha multato una nota insegna della distribuzione alimentare in quanto appone un marchio dichiaratamente riferito all’origine italiana di prodotti che però hanno nella ricetta componenti non nazionali non adeguatamente dichiarati.

Abbiamo fatto un primo screening in 5 catene, trovando decine di prodotti che riportano simbologie, iconografie e testi dichiaratamente riferiti all’italianità di prodotti che non sono e a volte non possono proprio essere italiani al 100% (può un salmone scozzese affumicato essere italiano? Eppure il tricolore sventola…).

Quindi, se il valore primario da promuovere ora in particolare è l’autenticità, come dobbiamo porci rispetto a queste situazioni, che dal punto di vista legale sono percorribili (gli ingredienti sono indicati con chiarezza), che comunicano alcuni valori dell’italianità (e quindi in termini di marketing sono ok), ma che complessivamente possono essere o in certi casi sono proprio fuorvianti per il consumatore?

A questo proposito abbiamo creato, insieme ai nostri partner M2I (www.m2i-srl.it), un sondaggio per i consumatori sull’argomento. Il questionario da compilare si trova a questo LINK e Ti chiediamo di compilarlo; il Tuo parere al riguardo è estremamente rilevante non solo per noi, ma per tutta la comunità.

In cambio, Ti faremo avere una sintesi dei risultati, per approfondire la conoscenza sull’argomento e poter agire di conseguenza.

Chiediamo solo di farlo presto. Entro il 24 maggio intendiamo chiudere l’indagine per poter presentare i dati a stretto giro.

Ti ricordiamo quindi il LINK.

Grazie mille,
Il Team di CoFood

Etichettatura alimenti

Etichettatura degli alimenti e origine: Normativa e Regolamenti

Il termine “etichettatura” fa riferimento all’elenco delle informazioni utili per descrivere un alimento confezionato, come la sua denominazione, gli ingredienti e la loro origine o la data di scadenza. Un’etichetta, infatti, ha lo scopo di informare il consumatore finale sulle caratteristiche delle merci, esercitando anche un’azione esplicativa a vantaggio della tutela qualitativa e igienico-sanitaria.Etichettatura degli alimenti

Etichettatura come strumento di comunicazione

L’etichetta è uno strumento di comunicazione, e come tale deve rispondere a precise indicazioni normative e mantenere la capacità di “parlare” al consumatore, soddisfando le proprie esigenze. L’etichetta, quindi, non è uno step accessorio della realizzazione di un prodotto, ma la punta d’iceberg di una parte di processo molto articolata in cui giocano diverse figure:

  • tecnici che devono tradurre i dati aziendali in parametri corretti (nutrizionali, claims, ingredienti, allergeni),
  • legali che hanno il ruolo di interpretare norme non sempre lineari (vedi la recente introduzione dell’origine dell’ingrediente primario),
  • esperti di grafica che dovranno sapersi muoversi all’interno dei binari segnati dai tecnici e dai legali.Etichettatura degli alimenti

Il recente regolamento 775/2018, applicabile dal 1° aprile 2020, non semplifica tale processo, anzi lo eleva ancor più a necessario, perché l’indicazione o meno dell’origine di un alimento intero e/o del proprio ingrediente primario, non può non derivare da una coordinata attività tra le parti e da una comprensione e armonia delle varie componenti di una intera confezione. Usando termini tecnici internazionali, l’etichettatura è una parte fondamentale del processo di packaging.

Il Regolamento (UE) n. 1169/2011

Il primo moderno e sistematico testo di legge in Italia dedicato all’etichettatura degli alimenti è stato il Decreto Legislativo n. 109/1992, il quale tuttavia nel corso degli anni ha subito integrazioni e modifiche da parte di direttive e regolamenti a livello europeo. È stato necessario attendere il 13 dicembre 2016, giorno da cui è diventato completamente applicabile il Regolamento (UE) n. 1169/2011 (G.U.U.E. GU L 304 del 22.11.2011) relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori per avere un testo che racchiude, per tutta l’U.E., l’intera normativa in materia di etichettatura di pressoché tutte le categorie di alimenti.

I fattori che hanno spinto a regolamentare nuovamente la materia possono essere riassunti in 3 punti:

  1. volontà unanime di una normativa comune a livello europeo;
  2. richiesta da parte dei produttori di semplificare la struttura normativa;
  3. tutela della salute dei consumatori.

Il nuovo regolamento, infatti, ha inteso armonizzare le varie normative nazionali, rendendo così obsolete le prescrizioni della precedente Direttiva 2000/13/CE, che richiedeva costanti aggiornamenti e che veniva applicata diversamente da paese a paese.Etichettatura degli alimenti

I principi fondamentali

Principi fondamentali della normativa in materia di etichettatura sono quelli della correttezza, trasparenza, leggibilità e chiarezza delle informazioni riportate in etichetta, per preservare gli interessi degli acquirenti, ma anche degli operatori commerciali.Etichettatura degli alimenti

In altre parole, è necessario rendere consapevoli i consumatori circa le effettive caratteristiche del prodotto: dalla presenza di sostanze che possono provocare delle intolleranze, allergie o altre ripercussioni negative sulla salute, ai valori nutrizionali, all’origine ecc.

Le informazioni obbligatorie

Il Capo IV del regolamento è dedicato interamente alle informazioni obbligatorie che, tranne deroghe ed eccezioni, devono essere presenti sulla confezione degli alimenti. Ecco l’elenco che le riassume:

  • denominazione dell’alimento;
  • nome o ragione sociale e indirizzo alimentare di chi immette il prodotto nel mercato;
  • indirizzo dello stabilimento di produzione;
  • elenco degli ingredienti;
  • allergeni presenti come ingredienti o come possibili contaminanti;
  • quantità netta dell’alimento;
  • quantità degli ingredienti se in qualche modo evidenziati;
  • istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento;
  • per le bevande che contengono più di 1,2 % di alcol in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo;
  • dichiarazione nutrizionale;
  • condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego;
  • termine minimo di conservazione o la data di scadenza.

La progettazione delle etichette

La progettazione delle etichette deve rispettare alcuni principi generali, come:

  1. chiarezza: le indicazioni devono risultare facilmente comprensibili per un consumatore medio e non devono ingenerare dubbi sulle caratteristiche del prodotto acquistato; sono, pertanto, da evitare codici o altri elementi che non siano di immediata interpretazione e comprensione;
  2. leggibilità: le informazioni devono essere riportate in caratteri di dimensioni tali da poter essere letti senza troppa difficoltà;
  3. facilità di lettura: le indicazioni elencate devono figurare nello stesso campo visivo, in modo da essere facilmente leggibili in una sola occhiata; gli operatori, inoltre, non devono riportare informazioni in punti nascosti, di difficile lettura o rimovibili;
  4. indelebilità: gli operatori devono garantire l’indelebilità delle informazioni riportate in etichetta, affinché esse siano leggibili per tutta la vita commerciale del prodotto.

Le informazioni presenti sull’etichetta dei prodotti alimentari destinati alla commercializzazione sul mercato italiano devono essere obbligatoriamente in lingua italiana. L’utilizzo di altre lingue è consentito solo quando:

  • il termine è diventato di uso talmente corrente e generalizzato da non richiedere traduzioni;
  • le menzioni originali non hanno corrispondenti nei termini italiani.

È consentita anche la presenza di altre lingue ufficiali dell’Unione Europea, ma in aggiunta e non in sostituzione alla lingua italiana. Per maggiori informazioni visita il sito della Commissione europea (ec.europa.eu – in inglese), oppure contattaci all’indirizzo email [email protected].

CoFood LexNews, Etichettatura alimenti

Integratori con curcuma: nuovi obblighi in etichetta

A partire dal 13 maggio 2019 si sono susseguite molte segnalazioni da parte dell’Istituto Superiore della Sanità di casi di epatite colestatica acuta associata all’assunzione di integratori a base di curcuma.

Il Ministero della Salute, per oltre un mese dai primi ricoveri, si è limitato a disporre il richiamo o il ritiro di questi prodotti e, in via precauzionale, ha raccomandato di sospendere il consumo degli integratori oggetto di segnalazione. Non è stato quindi chiaro se i ricoveri fossero dovuti alla formulazione dei prodotti, a contaminazioni o alla suscettibilità delle persone colpite agli effetti collaterali della curcuma.

Soltanto il 26 luglio, dopo 21 casi di epatite, 19 prodotti segnalati dal Ministero, e 14 richiami di integratori a scopo precauzionale da parte delle aziende, sono state pubblicate la Nota Ministeriale 26 luglio 2019, n. 50147 ed il Decreto Ministeriale 26 luglio 2019.

Nella Nota si indica come, in seguito alle valutazioni di un gruppo di esperti appositamente istituito e della Sezione dietetica e nutrizione del Comitato tecnico per la nutrizione e sanità animale, i casi di epatite siano “da ricondurre a particolari condizioni di suscettibilità individuale, di alterazioni preesistenti, anche latenti, della funzione epato-biliare, di calcolosi delle vie biliari o anche alla concomitante assunzione di farmaci”. Sulla base di queste valutazioni si è deciso di sconsigliare l’uso di integratori contenenti estratti e preparati di curcuma a consumatori con problemi epatobiliari, e comunque, di invitare i consumatori a sentire il parere del medico per evitare pericolose interazioni con farmaci.

In seguito a queste analisi, essendo stata accertata l’assenza di contaminazioni, molti richiami sono stati revocati.

Il DM 26 luglio 2019, poi, interviene a modificare l’allegato 1 del Dm 10 agosto 2018 (sull’impiego di sostanze e preparati vegetali negli integratori alimentari), stabilendo l’obbligo di introdurre nell’etichetta dei prodotti derivati da piante del genere Curcuma la seguente avvertenza supplementare: “in caso di alterazioni della funzione epatica, biliare o di calcolosi delle vie biliari, l’uso del prodotto è sconsigliato. Se si stanno assumendo farmaci, è opportuno sentire il parere del medico”.

Il Decreto, infine, invita le imprese interessate a conformare le etichette nei termini previsti dallo stesso, cioè non oltre il 31 dicembre 2019.

Testo del decreto, parte 1Testo del decreto, parte 2

CoFood LexNews, Etichettatura alimenti

Origine del latte in etichetta: respinto il ricorso per annullamento

Respinto il ricorso presentato da varie associazioni per annullare l’obbligo di indicazione dell’origine del latte.

Il T.A.R. Lazio ha respinto il ricorso amministrativo proposto da varie associazioni di categoria, le quali chiedevano l’annullamento della disciplina nazionale che impone l’indicazione in etichetta dell’origine del latte e dei prodotti lattiero caseari, costituita dal decreto interministeriale 9 dicembre 2016, dal d.m. del MIPAAF n. 990, come modificato dal d.m. n. 1076 del MIPAAF, e dalle successive Linee guida del 13 aprile 2017 e del 26 maggio 2017.

Secondo le ricorrenti, dette norme avrebbero provocato una situazione di incertezza normativa e di grave pregiudizio economico per gli operatori del settore, in quanto contrastanti con gli imballaggi che erano già stati predisposti ed ordinati dalle aziende sulla base delle disposizioni dettate dal decreto del 9 dicembre 2017 e dalla circolare interministeriale del febbraio 2017. La sentenza ha integralmente rigettato il ricorso e ha, pertanto, confermato la legittimità e la vigenza della attuale normativa nazionale sull’origine del latte e dei prodotti lattiero caseari.

Durante gli ultimi anni è stato molto acceso il dibattito sull’applicabilità dei cc.dd. “decreti origine” (latte, pasta, riso, pomodoro), tutti nati dalla discussa volontà di fornire tutela ai prodotti tipicamente made in Italy. Al di là del dibattito, la sentenza, per ora, conferma l’applicabilità quantomeno del decreto su latte e prodotti caseari fino al 1° aprile 2020, data in cui entrerà in vigore il reg. (UE) n. 775/2018, recante norme sull’indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza dell’ingrediente primario di un alimento.

Testo della sentenza

Etichettatura alimenti, Eventi e formazione

Food Law 2019

CoFood è lieta di segnalarvi l’ormai consueto appuntamento annuale di aggiornamento normativo sul settore alimentare organizzato dall’ordine dei tecnologi alimentari di Sicilia e Sardegna, FOOD LAW 2019

La conoscenza delle norme del Diritto Alimentare che governano i processi di produzione “from field to fork”, diventano strumenti essenziali per il Tecnologo Alimentare e tutti i professionisti che a vario titolo si devono districare giornalmente fra diverse e talvolta opposte esigenze: la protezione dei consumatori, gli interessi delle imprese, la difesa del segreto industriale, la tutela della libera
circolazione intracomunitaria delle merci.

Programma Food Law 2019

Scheda di adesione Food Law 2019

Etichettatura alimenti, Eventi e formazione

Webinar sull’etichettatura degli alimenti in Europa, USA e Canada

VIDA Software e CoFood ti invitano al ciclo di webinar per approfondire alcune importanti tematiche della normativa sull’etichettatura degli alimenti secondo gli standard UE, FDA e CFIA

Il percorso si articola in 6 webinar gratuiti organizzati da VIDA in collaborazione con il VIDA.Partner CoFood.

Per singolo standard (UE-FDA-CFIA) sono programmati 2 webinar. Ogni singolo webinar sarà quindi una opportunità per rimanere aggiornato sulla normativa e chiarire i propri dubbi direttamente con gli esperti.

Nel corso dei singoli webinar potrete confrontarvi con il dott. Marco Battaglia e l’avv. Andrea Iurato

INFO UTILI SUL PERCORSO WEBINAR ETICHETTATURA

Durata 30 minuti: 20’ webinar + 10’ Domande/Q&A
Orario: Tutti i webinar si svolgeranno dalle ore 14.00 alle ore 14.30
Quota di iscrizione: i webinar sono gratuiti
Potrai selezionare uno o più webinar nel modulo di iscrizione che trovi alla fine dell’Agenda o cliccando qui su ISCRIVITI

CALENDARIO WEBINAR

1 2 3
Newsletter

Archivio:
Privacy Settings
We use cookies to enhance your experience while using our website. If you are using our Services via a browser you can restrict, block or remove cookies through your web browser settings. We also use content and scripts from third parties that may use tracking technologies. You can selectively provide your consent below to allow such third party embeds. For complete information about the cookies we use, data we collect and how we process them, please check our Privacy Policy
Youtube
Consent to display content from Youtube
Vimeo
Consent to display content from Vimeo
Google Maps
Consent to display content from Google
Spotify
Consent to display content from Spotify
Sound Cloud
Consent to display content from Sound
mycofood
Cart Overview