0
myCoFood
Category

Sostenibilità e innovazione

Home / Sostenibilità e innovazione
Sostenibilità e innovazione

La colza come fonte di proteine vegetali per l’uomo

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), la domanda di cibo raddoppierà approssimativamente entro il 2050 a causa della crescita della popolazione mondiale. Quindi una sola politica di risparmio e sostenibilità non sarà sufficiente. Secondo il Dr. Hofmann, che è direttore del Leibniz-Institute for Food Systems Biology, è quindi importante sviluppare nuove fonti proteiche vegetali per l’alimentazione umana. E la colza è una buona fonte locale.

La colza non contiene solo olio, ma anche proteine di alta qualità, che contengono molti aminoacidi essenziali. In tutto il mondo circa 1,12 milioni di tonnellate di proteine grezze vengono prodotte ogni anno dall’olio di colza. Sebbene gli agricoltori utilizzino da tempo questa cosiddetta torta di colza come mangime proteico per gli animali (press cake), finora non ha svolto un ruolo come fonte proteica nell’alimentazione umana. Uno dei motivi è che le sostanze di accompagnamento contenute nella colza alterano fortemente il gusto degli isolati proteici ottenuti. Queste sostanze includono, ad esempio, costituenti vegetali secondari dal sapore molto amaro. Hofmann e il suo team hanno quindi esaminato la questione delle sostanze amare che causano il sapore sgradevole della proteina di colza.

I ricercatori hanno studiato tre diversi isolati proteici utilizzando metodi di analisi spettrometrica di massa e test del gusto. Il primo isolato era un estratto di tutte le proteine contenute nella farina di colza. Il secondo isolato conteneva prevalentemente cruciferina e il terzo napina, che sono le due principali proteine di stoccaggio della colza. Tutti e tre gli isolati avevano un contenuto proteico dall’80 al 90%.

Le indagini chimiche hanno anche rivelato che un composto chiamato kaempferolo-3-O-(sinapoyl-ß-sophoroside) è la sostanza chiave che rende immangiabili gli estratti proteici dalla colza. L’isolato in particolare conteneva una quantità di questa sostanza amara, pari a 390 milligrammi per chilogrammo. La farina di colza e l’isolato di napina avevano meno di un decimo della quantità, ma avevano ancora un sapore amaro nel test sensoriale. Nonostante questo disturbo, la colza ha il potenziale per sostituire la soia come migliore fonte di proteine vegetali per l’uomo.

In uno studio in corso, gli scienziati nutrizionisti della Martin Luther University Halle-Wittenberg (MLU), hanno scoperto che il consumo di proteine di colza ha effetti benefici comparabili sul metabolismo umano come proteine di soia.

Il metabolismo del glucosio e la sazietà erano anche migliori. Un altro vantaggio: le proteine possono essere ottenute dai sottoprodotti della produzione di olio di colza. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nutrients. Il professor Gabriele Stangl dell’Istituto di scienze agrarie e nutrizionali della MLU, ha spiegato: “Per una dieta equilibrata e sana, gli esseri umani hanno bisogno di proteine.

La carne e il pesce sono fonti importanti di proteine di alta qualità. Tuttavia, alcune piante possono anche fornire proteine preziose. La soia è generalmente considerata la migliore fonte di proteine vegetali in quanto contiene una composizione particolarmente benefica di aminoacidi. La colza contiene anche sostanze fitochimiche che potrebbero avere effetti benefici sulla salute. Finora erano disponibili solo pochi dati sugli effetti dell’assunzione di proteine di colza negli esseri umani.

In quest’ultima ricerca, il suo team ha studiato se la colza, che ha una composizione di aminoacidi relativamente vantaggiosa, potrebbe essere un’alternativa alla soia. La colza di soia ha molti altri vantaggi rispetto alla soia: è già coltivata in Europa e i sottoprodotti ricchi di proteine della produzione dell’olio di colza potrebbero essere usati come ingredienti per nuovi alimenti”.

Questi sottoprodotti sono attualmente utilizzati esclusivamente per l’alimentazione animale. In uno studio con 20 partecipanti, il team ha studiato l’effetto delle proteine di colza e soia ingerite sul metabolismo umano. Prima degli interventi ai partecipanti è stato chiesto di documentare la loro dieta per alcuni giorni. Quindi sono stati invitati a mangiare un pasto preparato appositamente in tre giorni separati: tagliatelle con salsa di pomodoro, che non contenevano proteine aggiuntive o erano arricchite con proteine di soia o colza. Dopo il pasto, il sangue veniva regolarmente prelevato dai partecipanti per un periodo di sei ore.

Utilizzando questo disegno di studio, i ricercatori sono stati in grado di valutare la risposta metabolica acuta di ciascun partecipante allo studio ai trattamenti dietetici. In effetti, lo studio ha dimostrato che la proteina di colza induce effetti comparabili sui parametri metabolici e sui fattori di rischio cardiovascolare come la proteina di soia. Il seme di ravizzone ha persino prodotto una risposta insulinica leggermente più benefica nel corpo. Un altro vantaggio era che i partecipanti avevano una sensazione di sazietà più lunga dopo aver mangiato la proteina di colza. Pertanto, la colza sembra essere una valida alternativa alla soia nella dieta umana. C’è solo un inconveniente: la proteina di colza, a differenza della proteina di soia, ha un sapore di senape. Pertanto, potrebbe essere più adatta per la produzione di cibi salati piuttosto che dolci.

A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD; specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche
Volk C et al., Stangl GI. Nutrients, 2020; 12(8):2270.
Chmielewska A et al. Crit Rev Food Sci Nutr. 2020 Sep 10:1-21.
Östbring K, Malmqvist E et al. Foods. 2019 Dec 24; 9(1):19.
Azam F, Qaisrani S et al. Poult Sci. 2019 Oct; 98(10):4664-4672.
Hald C et al. J Agricult Food Chem 2018; 67(1):372.

Comunicati, Sostenibilità e innovazione

Bando MISE per la trasformazione tecnologica

Opportunità per la Blockchain e i sistemi in Cloud

Al fine di favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese, con il D.L. 34/2019 il Ministero dello Sviluppo Economico ha previsto la concessione di agevolazioni finanziarie nella misura massima del 50% dei costi ammissibili.

Tali agevolazioni erano dirette a sostenere la realizzazione di progetti di trasformazione digitale, con un importo di spesa di almeno € 50.000,00 e con l’obiettivo di implementare le tecnologie relative a soluzioni tecnologico-digitali di filiera.

Quest’ultime, infatti, dovevano essere finalizzate all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi attori, al software, alle piattaforme e applicazioni digitali per la logistica, sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchange, EDI), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things.

Termini e modalità di presentazione delle domande

Il 1° ottobre 2020 è stato pubblicato un decreto in cui il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazioni.

Quest’ultime, unitamente alla relativa documentazione, potranno essere presentate a partire dalle ore 12.00 del 15 dicembre 2020, con le specifiche modalità stabilite dal decreto.

I soggetti richiedenti devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • essere iscritti e risultare attivi nel Registro delle Imprese;
  • operare nel settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere, nonché nel settore turistico per le imprese impegnate nella digitalizzazione della fruizione dei beni culturali;
  • aver conseguito, nell’esercizio cui si riferisce l’ultimo bilancio approvato e depositato, un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno ad € 100.000,00;
  • aver approvato e depositato almeno due bilanci;
  • non essere sottoposti a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.

I soggetti beneficiari avranno diritto alle agevolazioni nei limiti delle disponibilità finanziarie.

La fase istruttoria

Le domande di agevolazione presentate saranno ammesse alla fase istruttoria sulla base dell’ordine cronologico giornaliero di presentazione, pertanto l’ora ed il minuto di presentazione saranno irrilevanti.

In caso di insufficienza delle risorse finanziarie per le domande presentate nello stesso giorno, verrà valutato il punteggio raggiunto dai progetti, secondo i criteri previsti nell’Allegato 10 del decreto; in caso di uguaglianza di punteggio, le domande saranno ammesse in base al principio dell’ordine cronologico.

La valutazione della validità e della fattibilità dell’intervento sarà effettuata applicando i criteri di cui all’Articolo 4 del decreto.

Restiamo a tua disposizione per ulteriori dettagli. Visita la sezione “Contatti”.

Etichettatura alimenti, Sostenibilità e innovazione

Importanza dell’origine dei prodotti alimentari – Questionario per Imprese

L’attenzione al benessere, alla sostenibilità e alla naturalità dei prodotti è ormai crescente in ogni settore. Ma noi siamo convinti che il tema «ORIGINE ITALIANA» sia ancora più sentito in particolare nella fase post COVID-19.

Su questo tema si è discusso molto anche ad inizio 2020. L’antitrust ha multato una nota insegna della distribuzione alimentare in quanto appone un marchio dichiaratamente riferito all’origine italiana di prodotti che però hanno nella ricetta componenti non nazionali non adeguatamente dichiarati.

Abbiamo fatto un primo screening in 5 catene, trovando decine di prodotti che riportano simbologie, iconografie e testi dichiaratamente riferiti all’italianità di prodotti che non sono e a volte non possono proprio essere italiani al 100% (può un salmone scozzese affumicato essere italiano? Eppure il tricolore sventola…).

Quindi, se il valore primario da promuovere ora in particolare è l’autenticità, come dobbiamo porci rispetto a queste situazioni, che dal punto di vista legale sono percorribili (gli ingredienti sono indicati con chiarezza), che comunicano alcuni valori dell’italianità (e quindi in termini di marketing sono ok), ma che complessivamente possono essere o in certi casi sono proprio fuorvianti per il consumatore?

A questo proposito abbiamo creato, insieme ai nostri partner M2I (www.m2i-srl.it), un sondaggio per gli operatori sull’argomento. Il questionario da compilare si trova a questo LINK e Le chiediamo di compilarlo; il Suo parere al riguardo è estremamente rilevante non solo per noi, ma per tutta la comunità.

In cambio, Le faremo avere una sintesi dei risultati, per approfondire la conoscenza sull’argomento e poter agire di conseguenza.

Chiediamo solo di farlo presto. Entro il 24 maggio intendiamo chiudere l’indagine per poter presentare i dati a stretto giro.

Le ricordiamo quindi il LINK.

Grazie mille,
Il Team di CoFood

Etichettatura alimenti, Sostenibilità e innovazione

Importanza dell’origine dei prodotti alimentari – Questionario per Consumatori

L’attenzione al benessere, alla sostenibilità e alla naturalità dei prodotti è ormai crescente in ogni settore. Ma noi siamo convinti che il tema «ORIGINE ITALIANA» sia ancora più sentito in particolare nella fase post COVID-19.

Su questo tema si è discusso molto anche ad inizio 2020. L’antitrust ha multato una nota insegna della distribuzione alimentare in quanto appone un marchio dichiaratamente riferito all’origine italiana di prodotti che però hanno nella ricetta componenti non nazionali non adeguatamente dichiarati.

Abbiamo fatto un primo screening in 5 catene, trovando decine di prodotti che riportano simbologie, iconografie e testi dichiaratamente riferiti all’italianità di prodotti che non sono e a volte non possono proprio essere italiani al 100% (può un salmone scozzese affumicato essere italiano? Eppure il tricolore sventola…).

Quindi, se il valore primario da promuovere ora in particolare è l’autenticità, come dobbiamo porci rispetto a queste situazioni, che dal punto di vista legale sono percorribili (gli ingredienti sono indicati con chiarezza), che comunicano alcuni valori dell’italianità (e quindi in termini di marketing sono ok), ma che complessivamente possono essere o in certi casi sono proprio fuorvianti per il consumatore?

A questo proposito abbiamo creato, insieme ai nostri partner M2I (www.m2i-srl.it), un sondaggio per i consumatori sull’argomento. Il questionario da compilare si trova a questo LINK e Ti chiediamo di compilarlo; il Tuo parere al riguardo è estremamente rilevante non solo per noi, ma per tutta la comunità.

In cambio, Ti faremo avere una sintesi dei risultati, per approfondire la conoscenza sull’argomento e poter agire di conseguenza.

Chiediamo solo di farlo presto. Entro il 24 maggio intendiamo chiudere l’indagine per poter presentare i dati a stretto giro.

Ti ricordiamo quindi il LINK.

Grazie mille,
Il Team di CoFood

Sostenibilità e innovazione

Alimenti senza glutine a base di farine di grano

In questo articolo desideriamo proporvi la lettura di un interessante articolo pubblicato sulla Rivista Ufficiale dell’Ordine dei Tecnologi alimentari “Produzione & Igiene Alimenti”, intitolato Progetto GLU103: alimenti senza glutine a base di farine di grano. Alimenti senza glutine.

Il testo, infatti, è incentrato sul Progetto Glu103, un sistema brevettato per la produzione (anche artigianale) di prodotti da forno a base di farine frumento in cui il glutine è detossificato con un processo enzimatico.

Tale processo – in sintesi – è capace di mascherare il glutine al sistema immunitario, prevenendo così le pericolose reazioni infiammatorie a carico dei villi intestinali.Alimenti senza glutine.

Il progetto Glu103 è stato ideato e sviluppato dal dott. Danilo Ciciulla (Tecnologo alimentare, Specialista in formulazioni e processi) in collaborazione con il dott. Gianfrancesco Cormaci (Medico Chirurgo Specialista in Biochimica Clinica), entrambi soci CoFood, ed è stato premiato al CibusTec 2019. Quest’ultimo è stato un concorso promosso dal’Ordine dei Tecnologi Alimentari (Otan) in cui i tecnologi alimentari si sono confrontati su progetti di innovazione in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile ONU.Alimenti senza glutine.

Ancora una volta tutto lo Staff di CoFood desidera complimentarsi con il dott. Danilo Ciciulla e il dott. Gianfrancesco Cormaci per questo lavoro che è frutto di passione, sapienza, costanza, collaborazione e cooperazione con altre figure professionali. Essendo questi valori i cardini fondanti di CoFood, siamo fieri di come i nostri soci abbiano saputo sviluppare concretamente il senso della nostra Mission.Alimenti senza glutine.

Articolo completo: Clicca qui

1 2
Newsletter

Archivio:
Privacy Settings
We use cookies to enhance your experience while using our website. If you are using our Services via a browser you can restrict, block or remove cookies through your web browser settings. We also use content and scripts from third parties that may use tracking technologies. You can selectively provide your consent below to allow such third party embeds. For complete information about the cookies we use, data we collect and how we process them, please check our Privacy Policy
Youtube
Consent to display content from Youtube
Vimeo
Consent to display content from Vimeo
Google Maps
Consent to display content from Google
Spotify
Consent to display content from Spotify
Sound Cloud
Consent to display content from Sound
mycofood
Cart Overview