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Il termine “etichettatura” fa riferimento all’elenco delle informazioni utili per descrivere un alimento confezionato, come la sua denominazione, gli ingredienti e la loro origine o la data di scadenza. Un’etichetta, infatti, ha lo scopo di informare il consumatore finale sulle caratteristiche delle merci, esercitando anche un’azione esplicativa a vantaggio della tutela qualitativa e igienico-sanitaria.Etichettatura degli alimenti

Etichettatura come strumento di comunicazione

L’etichetta è uno strumento di comunicazione, e come tale deve rispondere a precise indicazioni normative e mantenere la capacità di “parlare” al consumatore, soddisfando le proprie esigenze. L’etichetta, quindi, non è uno step accessorio della realizzazione di un prodotto, ma la punta d’iceberg di una parte di processo molto articolata in cui giocano diverse figure:

  • tecnici che devono tradurre i dati aziendali in parametri corretti (nutrizionali, claims, ingredienti, allergeni),
  • legali che hanno il ruolo di interpretare norme non sempre lineari (vedi la recente introduzione dell’origine dell’ingrediente primario),
  • esperti di grafica che dovranno sapersi muoversi all’interno dei binari segnati dai tecnici e dai legali.Etichettatura degli alimenti

Il recente regolamento 775/2018, applicabile dal 1° aprile 2020, non semplifica tale processo, anzi lo eleva ancor più a necessario, perché l’indicazione o meno dell’origine di un alimento intero e/o del proprio ingrediente primario, non può non derivare da una coordinata attività tra le parti e da una comprensione e armonia delle varie componenti di una intera confezione. Usando termini tecnici internazionali, l’etichettatura è una parte fondamentale del processo di packaging.

Il Regolamento (UE) n. 1169/2011

Il primo moderno e sistematico testo di legge in Italia dedicato all’etichettatura degli alimenti è stato il Decreto Legislativo n. 109/1992, il quale tuttavia nel corso degli anni ha subito integrazioni e modifiche da parte di direttive e regolamenti a livello europeo. È stato necessario attendere il 13 dicembre 2016, giorno da cui è diventato completamente applicabile il Regolamento (UE) n. 1169/2011 (G.U.U.E. GU L 304 del 22.11.2011) relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori per avere un testo che racchiude, per tutta l’U.E., l’intera normativa in materia di etichettatura di pressoché tutte le categorie di alimenti.

I fattori che hanno spinto a regolamentare nuovamente la materia possono essere riassunti in 3 punti:

  1. volontà unanime di una normativa comune a livello europeo;
  2. richiesta da parte dei produttori di semplificare la struttura normativa;
  3. tutela della salute dei consumatori.

Il nuovo regolamento, infatti, ha inteso armonizzare le varie normative nazionali, rendendo così obsolete le prescrizioni della precedente Direttiva 2000/13/CE, che richiedeva costanti aggiornamenti e che veniva applicata diversamente da paese a paese.Etichettatura degli alimenti

I principi fondamentali

Principi fondamentali della normativa in materia di etichettatura sono quelli della correttezza, trasparenza, leggibilità e chiarezza delle informazioni riportate in etichetta, per preservare gli interessi degli acquirenti, ma anche degli operatori commerciali.Etichettatura degli alimenti

In altre parole, è necessario rendere consapevoli i consumatori circa le effettive caratteristiche del prodotto: dalla presenza di sostanze che possono provocare delle intolleranze, allergie o altre ripercussioni negative sulla salute, ai valori nutrizionali, all’origine ecc.

Le informazioni obbligatorie

Il Capo IV del regolamento è dedicato interamente alle informazioni obbligatorie che, tranne deroghe ed eccezioni, devono essere presenti sulla confezione degli alimenti. Ecco l’elenco che le riassume:

  • denominazione dell’alimento;
  • nome o ragione sociale e indirizzo alimentare di chi immette il prodotto nel mercato;
  • indirizzo dello stabilimento di produzione;
  • elenco degli ingredienti;
  • allergeni presenti come ingredienti o come possibili contaminanti;
  • quantità netta dell’alimento;
  • quantità degli ingredienti se in qualche modo evidenziati;
  • istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento;
  • per le bevande che contengono più di 1,2 % di alcol in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo;
  • dichiarazione nutrizionale;
  • condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego;
  • termine minimo di conservazione o la data di scadenza.

La progettazione delle etichette

La progettazione delle etichette deve rispettare alcuni principi generali, come:

  1. chiarezza: le indicazioni devono risultare facilmente comprensibili per un consumatore medio e non devono ingenerare dubbi sulle caratteristiche del prodotto acquistato; sono, pertanto, da evitare codici o altri elementi che non siano di immediata interpretazione e comprensione;
  2. leggibilità: le informazioni devono essere riportate in caratteri di dimensioni tali da poter essere letti senza troppa difficoltà;
  3. facilità di lettura: le indicazioni elencate devono figurare nello stesso campo visivo, in modo da essere facilmente leggibili in una sola occhiata; gli operatori, inoltre, non devono riportare informazioni in punti nascosti, di difficile lettura o rimovibili;
  4. indelebilità: gli operatori devono garantire l’indelebilità delle informazioni riportate in etichetta, affinché esse siano leggibili per tutta la vita commerciale del prodotto.

Le informazioni presenti sull’etichetta dei prodotti alimentari destinati alla commercializzazione sul mercato italiano devono essere obbligatoriamente in lingua italiana. L’utilizzo di altre lingue è consentito solo quando:

  • il termine è diventato di uso talmente corrente e generalizzato da non richiedere traduzioni;
  • le menzioni originali non hanno corrispondenti nei termini italiani.

È consentita anche la presenza di altre lingue ufficiali dell’Unione Europea, ma in aggiunta e non in sostituzione alla lingua italiana. Per maggiori informazioni visita il sito della Commissione europea (ec.europa.eu – in inglese), oppure contattaci all’indirizzo email [email protected].

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