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Non è obbligatorio elencare in etichetta i costituenti di un ingrediente composto se quest’ultimo è correttamente designato nell’elenco degli ingredienti utilizzando la denominazione legale di vendita.

Il caso

Lo ha precisato la quinta sezione della CGUE con la recente sentenza C-881/19 del 13 gennaio 2022 avente ad oggetto la condanna nei confronti di una sigla della grande distribuzione, operante nel territorio della Repubblica Ceca, per aver commercializzato alcuni prodotti alimentari contenenti tra gli ingredienti il cioccolato in polvere, senza identificare quest’ultimo con la corretta denominazione legale  e senza precisarne la composizione.

La decisione

Il distributore era stato condannato ai sensi del combinato disposto dell’allegato VII, parte E, punto 2, lettera a) del regolamento 1169/2011 e dell’allegato I, parte A, punto 2, lettera c) della direttiva 36/2000 relativa ai prodotti di cacao e cioccolato per aver commercializzato taluni prodotti alimentari utilizzando, nell’elenco degli ingredienti, la denominazione “polvere di cioccolato”, senza precisarne ulteriormente la composizione.

La Corte ha osservato come le denominazioni di vendita indicate nell’allegato I, parte A, punto 2, lettera c) della direttiva 36/2000 sono al contempo obbligatorie e riservate ai prodotti indicati in tale allegato; in virtù di ciò, l’ingrediente composto “polvere di cioccolato” avrebbe dovuto essere indicato in etichetta con la denominazione corretta e conforme a tale direttiva, ossia “cioccolato in polvere”.

Al contempo, l’allegato VII, parte E, punto 2, lettera a) del regolamento 1169/2011 consente l’omissione in etichetta dei costituenti di un ingrediente composto solo se quest’ultimo è correttamente designato utilizzando la denominazione legale ad esso attribuita dal diritto dell’Unione, secondo la corretta traduzione in lingua facilmente comprensibile dai consumatori dello Stato Membro in cui il prodotto alimentare è commercializzato. 

Nel caso di specie, l’etichetta non era conforme al diritto dell’Unione poiché l’ingrediente composto era designato con una denominazione non corrispondente alla corretta traduzione della denominazione legale “cioccolato in polvere” e ne erano stati omessi i costituenti.

Conclusioni 

Pertanto, un operatore del settore alimentare è esonerato dall’obbligo di elencare in etichetta tutti gli ingredienti che costituiscono un ingrediente composto solo se quest’ultimo è designato nell’elenco degli ingredienti utilizzando la corretta denominazione legale fissata dal diritto U.E., adeguatamente tradotta nella lingua dello Stato membro di commercializzazione.

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